I quaderni del 1945-1950

14. 25 marzo 1945


Mi lamento con la Mamma dicendole: “Ma a questo modo io non posso più pensare a te. Scrivo, scrivo, scrivo… e poi sono come morta, incapace anche di dirti un’Ave. Tu lo vedi: resto con la corona in mano. Proprio ora che volevo farti maggiore compagnia in questi venerdì di Quaresima e di Passione!”.
Mi giunge nettissima la risposta: “Non importa. Tu canti l’Evangelo della sua Passione e piangi sui suoi dolori e lo accompagni in essi. E così asciughi le mie lacrime molto più che se mi facessi direttamente compagnia. Figlia della celeste Gerusalemme, piangi sui peccati del mondo e benedici il Signore che ti volle sterile, senza gioia umana, per avere la gloria di essere il ‘piccolo Giovanni’. Di’ con me1: ‘Ecco l’ancella del Signore. Si faccia in me come Egli vuole’. Ti benedico e non ti trattengo. Ti aspetto sulla via del Calvario. Va’ ”.

[Su un altro quaderno sono stati scritti, con date dal 26 al 29 marzo 1945, i capitoli 608, 609, 611 e 612 dell’opera L’EVANGELO]

1 Di’ con me, come in Luca 1, 38. Per il ricorrente appellativo di “piccolo Giovanni” valga sempre la nota messa al 1° marzo 1945.