Maria Valtorta è una mistica cristiana che ha beneficiato, dal 1943 al 1947 (e in misura inferiore fino al 1953), di visioni di scene del Vangelo che sono state raccolte in un’opera monumentale: “Il Vangelo come mi è stato rivelato” (il titolo dell’edizione precedente era: Il Poema dell’ UomoDio). Quest’opera di grande diffusione1 è stata messa un tempo nell’Indice dei libri proibiti dal Sant’ Uffizio (1960), ma ha anche beneficiato di importanti sostegni in seno alla gerarchia cattolica. La polemica interviene all’epoca conciliare nel seno stesso della Curia romana. Essa ha senza dubbio contribuito anche a definire la posizione della Chiesa cattolica sulle rivelazioni private.
La vita di Maria Valtorta
Nata a Caserta, a nord di Napoli, il 14 marzo 1897, Maria Valtorta si è spenta a Viareggio il 12 ottobre 1961, all’età di 64 anni. Era la figlia unica di Giuseppe, un sott’ufficiale di cavalleria che lei amava molto, e di una insegnante di francese, Iside Fioravanzi, donna molto autoritaria e bisbetica che esigeva l’esclusività delle sue attenzioni al punto di farle rompere il fidanzamento. Maria si trasferisce in diversi luoghi d’Italia, secondo gli spostamenti derivanti dall’incarico del padre.
Nel 1920, mentre cammina con la madre a Firenze, è aggredita da un giovane scapestrato che la colpisce violentemente alla schiena con una sbarra metallica. Dopo tre mesi di immobilizzazione, parte per due anni di convalescenza presso la famiglia materna a Reggio Calabria.
Nel 1924, la famiglia si stabilisce definitivamente a Viareggio dove Maria Valtorta si impegna nell’Azione Cattolica.
Nel 1925, si offre all’Amore Misericordioso e il 1° luglio 1931 si offre ancora come vittima di espiazione per i peccati degli uomini. La sua salute si deteriora progressivamente.
Dal 1° aprile 1934 resta in modo permanente a letto. É qui che Maria Valtorta scrive 122 quaderni, ossia quasi 15.000 pagine manoscritte, con la descrizione di visioni e rivelazioni che riceve dal Signore a partire dal 1943 al 1947, ma in misura minore fino al 1953. Pur restando nel suo letto e malgrado le sue grandi sofferenze, ella scrive di sua mano e di getto, a qualsiasi ora del giorno o della notte, senza sentirsi affatto disturbata da interruzioni sporadiche, conservando sempre il suo aspetto naturale.
I soli libri che poteva consultare erano la Bibbia e il Catechismo di S. Pio X. Durante questo periodo è accompagnata dal Padre Romualdo Migliorini, dei Servi di Maria (o.s.m) che si farà promotore zelante, e a volte eccessivo, dell’opera.
Gli ultimi anni della sua vita sono dolorosi: Maria Valtorta è rinchiusa in una sorta di isolamento psichico, dopo avere offerto tutto a Dio, anche la sua intelligenza. Muore il 12 Ottobre 1961 dopo aver visto la pubblicazione dell’opera che, secondo le direttive di Gesù, doveva essere postuma5 e poi la sua messa all’Indice venti mesi prima della sua morte. Lascia come ricordo la seguente frase: “Ho finito di soffrire, ma continuo ad amare”.
La sua opera
Le visioni di Maria Valtorta riportano numerose scene dell’infanzia di Maria e di Gesù, della Vita Pubblica di Gesù e dei primi tempi della Chiesa. Maria è una spettatrice e narratrice attenta di ciò che vede, intende e sente (calore, profumi).
Ella non ha tuttavia avuto le stigmate della Passione come altri veggenti: Anna Caterina Emmerich o Teresa Neumann. I dettati riportano principalmente degli insegnamenti di Gesù e di Maria, ma anche dello Spirito Santo o di santi, e occasionalmente del suo angelo custode (di nome Azaria).
Maria Valtorta consegna allora ciò che le è stato dettato introducendo il testo con la menzione “Dice Gesù (o Maria)”. Questo non impedisce i rari commenti di Maria Valtorta, perfettamente distinti da ciò che ella dice di ricevere, attraverso l’uso di una scrittura in prima persona. I tre quarti dei suoi scritti formano “Il Poema dell’Uomo Dio”, opera maggiore e la sola controversa. L’edizione italiana (1986) è di 5421 pagine divise in 714 capitoli e in 10 volumi. Ciascun capitolo corrisponde generalmente a una scena evangelica: infanzia di Maria e poi di Gesù (Volume 1) – Vita pubblica di Gesù, che si estende su tre anni (Volumi 2-8) – la Sua Passione (Volume 9) – I primi tempi della Chiesa dalla Resurrezione di Gesù all’Assunzione di Maria (Volume 10). Gli episodi, ricevuti in ordine aleatorio, sono ricollocati in ordine cronologico sulle istruzioni di Gesù a Maria Valtorta.
Gli altri scritti sono stati raggruppati in tre “Quaderni” contenenti essenzialmente delle catechesi e delle visioni dei primi martiri, così come nelle “Lezioni sull’Epistola di S. Paolo ai Romani”. Quest’opera contiene commenti sulla Creazione, sulla Grazia, sulla venuta del Regno di Dio, sulla giustizia e la misericordia di Dio. Infine, “Il Libro di Azaria”. Questo libro le è stato dettato nel 1946/47 da Azaria, il suo angelo custode. Esso comprende un commento teologico e spirituale delle messe festive del Messale romano.
La sua missione di portavoce
Maria chiama il suo lavoro uno: “scrivere sotto dettatura o del descrivere ciò che mi si presenta. Se è scrivere sotto dettatura e se si appoggia ad un punto della Bibbia, allora Gesù prima mi fa aprire al punto che vuole spiegare. […] Se è visione essa si presenta, come ho detto, con una figura iniziale che è generalmente il punto culminante della visione, e poi si svolge ordinata […] io descrivo quel punto, poi quello che precede e ciò che segue”.
Maria Valtorta evoca discretamente, in certe note personali, le sofferenze che sopporta. Ma Gesù, in un dettato, è più esplicito e di una portata più generale: “Se sapeste, o uomini tutti, che schiavitù è l’essere strumenti di Dio! Santa schiavitù, ma totale! Schiavitù da galeotto al remo. Sonno, fame, sofferenze, fatiche, voglia di pensare ad altro, di leggere cose che non siano le parole di fonti ultraterrene, di dirne e udirne di comuni, voglia di essere, almeno per un giorno, creature comuni e vivere la vita comune, sono tutte cose che la sferza inesorabile del volere di Dio impedisce loro di avere e di rendere realtà. E su tutto questo l’astio degli uomini mette il suo sale e il suo acido, come se sulle piaghe delle sferze il padrone della galera facesse cadere sale e aceto.”
Maria Valtorta ha dovuto lottare anche contro le tentazioni di Satana ma ha sempre mantenuto un’etica personale all’opera.
Bibliografia
- L’Evangelo come mi è stato rivelato
- I Quaderni del 1943
- I Quaderni del 1944
- I Quaderni dal 1945 al 1950
- Lezioni sull’Epistola si san Paolo ai Romani
- Il libro di Azaria
- Autobiografia
- Quadernetti
Quasi i due terzi della produzione letteraria di Maria Valtorta sono occupati dall’opera monumentale della vita di Gesù; un insieme di visioni di scene della vita di Cristo, dall’infanzia di Maria fino agli inizi della Chiesa. Quest’opera è apparsa, nel 1956, sotto il titolo “Il Poema dell’UomoDio”; attualmente, in tutte le edizioni il titolo è: “l’Evangelo come mi è stato rivelato”. Maria Valtorta è al centro di ogni scena, fra quelli che seguono Gesù, e descrive ciò che vede e sente. Sente i profumi, la temperatura, si gira per vedere arrivare altri personaggi dietro di lei… L’opera denota una conoscenza stupefacente della vegetazione locale, delle abitudini, della topografia o planimetria di molte città della Palestina. Questa rivelazione privata, di cui Pio XII aveva incoraggiato la pubblicazione, fu messa per un tempo all’Indice prima che questo venisse soppresso dal Papa Paolo VI nel 1966. Gli altri scritti di Maria Valtorta si presentano come degli “insegnamenti” di Gesù. Essi sono stati pubblicati nell’ordine cronologico in cui sono stati scritti e formano i tre volumi de: “I quaderni del 1943”, “I quaderni del 1944” e “I quaderni dal 1945 al 1950”. Quest’opera comprende anche una “Autobiografia” fatta su richiesta del suo confessore, un volume intitolato “Lezioni sull’epistola di san Paolo ai Romani”, con lezioni dettate dallo Spirito Santo a Maria Valtorta, e “Il libro di Azaria”, commenti dei testi della S. Messa dati dall’angelo custode di Maria Valtorta.
Dal 1944 al 1959
Lo storico delle pubblicazioni può essere diviso in quattro periodi:
Dal 1944 al 1959: La prima pubblicazione dell’opera, la sua accoglienza favorevole nonostante l’opposizione del Sant’Uffizio
1944: L’opera di Maria Valtorta non era ancora completata che il P. Romualdo Migliorini, suo confessore, comincia a dattilografarla e a distribuirne, contro il parere di Maria Valtorta, degli estratti insistendo “sull’origine divina” della rivelazione.
1946: I superiori trasferiscono P. Migliorini da Viareggio a Roma. Gli chiedono, sembra, di cessare le sue diffusioni a scopo di proselitismo. A Roma incontra uno dei suoi confratelli dell’ordine dei Servi di Maria, P. Corrado Berti, professore di dogmatica e di teologia sacramentale al “Marianum”, facoltà pontificia di teologia. Gli partecipa il suo convincimento e si attivano per la promozione dell’opera. Parallelamente, i rapporti del Padre Migliorini con Maria Valtorta diventano tesi. Cessano di corrispondere. Allora, Mons. Alfonso Carinci, (9/11/1862 – 6/11/63) scrive: “Non c’è nulla qui che sia contrario ai Vangeli. Al contrario, quest’opera, che è un eccellente complemento al Vangelo, contribuisce ad una migliore comprensione del suo significato”. Questo prelato, segretario della congregazione per i Riti sacri (attualmente per la causa dei santi) dal del 15/12/1945 al 5/01/1960, sarà uno dei conforti di Maria Valtorta provata dagli eventi che seguirono.
1947: Su consiglio di questo Prelato e del Padre Agostino Bea, confessore di Pio XII e futuro Cardinale, i PP Migliorini e Berti fanno arrivare al Papa i dodici volumi dattilografati dell’opera. Il Papa ne prende personalmente conoscenza.
1948: Pio XII riceve i religiosi, in compagnia del loro superiore, P. Andrew Cecchin, il 26 febbraio 1948. Nel corso di questa udienza speciale, attestata dal’Osservatore Romano n° 48, del giorno dopo, il Papa comunica il suo giudizio favorevole. Quindi consiglia di pubblicare l’opera senza nulla togliere, neanche le dichiarazioni esplicite che parlano di “visioni” e “dettati”; ma allo stesso tempo non approva il testo della prefazione che parlava di un fenomeno sovrannaturale. Secondo il consiglio del Papa, qualsiasi interpretazione doveva essere lasciata al lettore: “Pubblicate l’opera così come è. Non c’è motivo di dare un’opinione sulla sua origine, che sia straordinaria o no. Coloro che leggeranno comprenderanno”. Una quarantina d’anni più tardi, P. Cecchin confermerà questi termini di Pio XII, riportati dai testimoni, ad un religioso della regione di Chicago, P. Peter Mary Rookey. Aggiungerà che il Papa aveva chiesto ai religiosi di mettersi in ricerca di un Vescovo per l’imprimatur d’uso. Tutte le deposizioni dei testimoni oculari sono conservate dai Serviti di Maria, nella chiesa dell’Annunziata a Firenze dove è sepolta Maria Valtorta.
1949: Rassicurati da tale risposta in alto loco, i due religiosi si misero in movimento per cercare un editore. Dopo qualche ricerca senza risultato, il loro entusiasmo li condusse alla stamperia poliglotta vaticana. Vi trovarono una buona disposizione ad accettare il lavoro che, tuttavia, doveva essere sottoposto preliminarmente all’imprimatur del Sant’Uffizio del quale se ne incaricarono due commissari, Mons. Giovanni Pepe e P. Girolamo Berruti, domenicano. L’opera finì per essere rigorosamente ed inesplicabilmente bloccata nel 1949. Senza avere il diritto di parlare, il P. Berti dovette firmare un decreto del Sant’Uffizio che proibiva la pubblicazione con l’ingiunzione di consegnare gli originali dell’opera, ma egli consegnò soltanto copie.
1950: Con timore, ma confidando nelle parole di Pio XII, Maria Valtorta conclude un contratto con la società editrice di Michele Pisani dell’Isola del Liri. Uno dei suoi figli, Emilio, attuale legatario degli scritti di Maria Valtorta, si impegnerà personalmente, fin da quella data, nell’edizione e nella promozione dell’opera. Il vescovo del luogo, Mons. Fontevecchia, familiare delle edizioni Pisani, non ebbe il coraggio di leggere la massa dattilografata in previsione dell’imprimatur (4.000 pagine). Tuttavia l’apprezzava e, divenuto cieco, se la faceva leggere.
1953: Muore il P. Romualdo Migliorini.
1956: Il primo dei quattro volumi del “Poema del’Uomo Dio” è pubblicato in modo anonimo, secondo la volontà di Maria Valtorta.
1958: Il 9 ottobre muore il papa Pio XII ed il 28 ottobre viene eletto Giovanni XXIII.
Dal 1959 al 1966
La messa all’Indice dell’opera ed i tentativi di controffensiva
1959: L’ultimo dei quattro volumi dell’opera di Maria Valtorta è pubblicato. Il 16 dicembre viene firmato il decreto di messa all’Indice dell’opera di Maria Valtorta.
1960: Il 5 gennaio, Mons. Alfonso Carinci, quasi centenario, termina le sue funzioni. Il giorno dopo, l’Osservatore Romano pubblica il decreto di messa all’indice e lo commenta in un articolo anonimo intitolato “Una vita di Gesù malamente romanzata”.
1961: Il 12 ottobre, Maria Valtorta muore. Il I° dicembre, l’Osservatore Romano pubblica un articolo che estende alla seconda edizione (che avrebbe comportato dieci volumi), il divieto della prima. Lo stesso mese P. Berti è convocato dal Sant’Uffizio (all’origine della messa all’Indice) dove trova un’atmosfera più propizia al dialogo. Riporta le opinioni di Pio XII nel 1948 e le prese di posizione favorevoli di tre consiglieri dello stesso Sant’Uffizio: Mons. Ugo Lattanzi (Mons. Ugo Lattanzi, Anziano della Facoltà di Teologia dell’Università pontificia del Laterano, consigliere della Santa Sede), ed i PP Bea e Roschini.
1962: In gennaio, P. Berti torna per quattro volte al Sant’Uffizio con una relazione ed alcuni documenti che gli erano stati richiesti. Ottiene dal Vicecommissario del Sant’Uffizio, il P. Marco Giraudo, domenicano, un’autorizzazione moderata, ma verbale: “Avete la nostra totale approvazione per continuare la pubblicazione di questa seconda edizione del Poema dell’Uomo Dio di Maria Valtorta. Vedremo come l’opera sarà accolta”.
1963: Il 3 giugno muore Giovanni XXIII, il 21 giugno è eletto Paolo VI. Mons. Macchi, segretario del nuovo papa, conferma in un’intervista a P. Berti che l’opera di Maria Valtorta non è all’Indice.
Dal 1966 al 1992
Soppressione dell’Indice e ricerca di una posizione ufficiale sulle rivelazioni private.
1966: Il 14 giugno l’Indice è abolito: nel seguito della lettera apostolica “Integræ Servandæ” che definisce il ruolo della Congregazione per la Dottrina della Fede (ex Sant’Uffizio), il Cardinale Alfredo Ottaviani precisa la sorte riservata ai libri vietati. Dopo avere consultato il Papa, egli promulga la notificazione sull’abolizione dell’Indice dei libri proibiti “Notificatio de Indicis librorum pro- hibitorum conditione” 17 pubblicata nell’Osservatore Romano di martedì 15 giugno 1966: L’Indice è moralmente vincolante, ma non ha più forza di legge, con la censura ecclesiastica che gli era connessa. La Chiesa afferma la sua fiducia nella coscienza dei fedeli ed affida alle diverse Conferenze Episcopali (nazionali) la cura di esaminare ed impedire eventuali letture nocive.
1974: 17 gennaio, il segretariato del Papa, la più alta istanza della Curia, trasmette per scritto le felicitazioni di Paolo VI al P. Gabriele Roschini, professore all’Università Pontificia del Laterano e consulente pontificio, per il suo lavoro apertamente favorevole all’opera di Maria Valtorta. Il Padre Roschini è il fondatore del “Marianum”, Facoltà pontificia di Teologia18 .
1975: 19 marzo, la Congregazione per la Dottrina della Fede ha pubblicato il nuovo regolamento “concernente la vigilanza dei Pastori della Chiesa sui libri” (Decretum de Ecclesiae pastorum vigilantia circa libros) 19: L’imprimatur, affidato alle conferenze nazionali o regionali (art.1), si concentra ormai su un perimetro ristretto: Traduzione della S. Scrittura (art.2), libri liturgici (art.3), catechismi e libri di insegnamento (art.4), dovere di riserva dei sacerdoti e dei fedeli (art.5), la costituzione dei corpi competenti per dare un parere motivato (art.6). L’opera di Maria Valtorta sfugge a questo perimetro, ma non esclude la prudenza pastorale tenuto conto del suo soggetto, ciò che difenderà ulteriormente il Cardinale Ratzinger, allora prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
1978: L’8 dicembre 1978, p. Corrado Berti firma su carta intestata del “Collegio Internazionale – S. Alessio Falconieri – dei Servi di Maria” un giuramento (affidavit) certificante la cronologia degli avvenimenti compresa la rimozione verbale dell’Indice nel 1961 e la sua conferma nel 1963.
1984: Apertura del processo di beatificazione del Padre Gabriele Allegra, OFM (Francescano) missionario ed esegeta. Il “Bollettino Valtortiano” inizia a pubblicare i suoi appunti, lavori e corrispondenze che egli intratteneva, fin dal 1965, con P. Margiotti, un confratello, su Maria Valtorta di cui era appassionato. Il P. G. Allegra sarà dichiarato Beato dal Papa Giovanni Paolo II, il 7 agosto 1995 e promulgato nel 2002.
1985: Il 31 gennaio, in una lettera indirizzata al Cardinale Giuseppe Siri, arcivescovo di Genova, il Cardinale Ratzinger lo incarica di rispondere alla richiesta di un sacerdote della sua diocesi, in data 18 Maggio 1984, desideroso di conoscere la posizione della Chiesa sugli scritti di Maria Valtorta. Gli invia tutti i documenti ufficiali del dossier lasciandogli il giudizio circa la condotta da tenere. Da parte sua, egli non giudica opportuna la diffusione di queste opere, non perché contengano errori, ma per l’impatto che potrebbero avere sugli spiriti mal preparati.
Dal 1992 ad oggi
La ricerca di una distensione attorno alla posizione ormai ufficiale della Chiesa
1992: Prima della “recrudescenza di intereresse” per l’opera di Maria Valtorta, il Cardinale arcivescovo Ratzinger chiede a Mons. Dionigi Tettamanzi, segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, di prendere ufficialmente contatto con l’editore perché “ogni futura riedizione” porti chiaramente la menzione “che le visioni e i dettati che vi sono menzionati sono delle semplici forme letterarie utilizzate dall’autore per raccontare a suo modo la vita di Gesù. Non possono essere considerate come di origine soprannaturale”. Da notare la precisione dei termini della lettera ufficiale: “non possono essere” e non “non sono di origine soprannaturale”. Ciò separa la prudenza dalla condanna. L’11 ottobre il Catechismo della Chiesa Cattolica (Costituzione Apostolica “Fidei Depositum”) redatto da una commissione sotto la presidenza di Cardinale Ratzinger, è promulgato da Giovanni Paolo II. Esso legifera negli articoli 66 e 67 sulle rivelazioni private: anche riconosciute dalla Chiesa, esse non possono essere considerate come un complemento o un miglioramento dell’unica Rivelazione, ma come un aiuto: “Guidato dal Magistero della Chiesa, il senso dei fedeli sa distinguere ed accogliere ciò che in queste rivelazioni costituisce una chiamata autentica del Cristo”.
1993: 11 maggio, Mons. Boland, vescovo di Birmingham (Alabama) informa il sig. Terry Colafrancesco della risposta data dal Cardinale Ratzinger alla sua domanda del 21 luglio 1992 sulla posizione della Chiesa verso l’opera di Maria Valtorta. Il vescovo, facendo riferimento alla lettera del Cardinale Ratzinger, conferma il mandato fatto alla Conferenza Episcopale Italiana l’anno precedente.
1994: L’editore pubblica ormai il Poema dell’ Uomo-Dio sotto il titolo originale de Il Vangelo come mi è stato rivelato e con la sola menzione del suo autore, Maria Valtorta, senza riferimento ad una origine soprannaturale. Egli ha spiegato a lungo nei due “Bollettini Valtortiani” del 1994, le ragioni di questo ritorno al titolo originale e la normalizzazione dei rapporti con l’autorità ecclesiastica. Ciò non esclude che qualche polemica possa continuare.
2025: Il comunicato stampa del Dicastero per la Dottrina della Fede del 22 febbraio 2025 «Circa gli scritti di Maria Valtorta» riprende gli elementi della lettera della Conferenza Episcopale Italiana del 6 maggio 1992 (prot. N. 324/92), a firma del cardinale Dionigi Tettamanzi: «Le “visioni” e i “dettati” [di Maria Valtorta] non possono essere ritenuti di origine soprannaturale, ma devono essere considerati semplicemente forme letterarie di cui si è servita l’Autrice per narrare, a suo modo, la vita di Gesù».
L’unica novità che possiamo osservare è nell’ultimo paragrafo del comunicato dove si dice:
«Nella sua lunga tradizione, la Chiesa non accetta come normativi i Vangeli apocrifi e altri testi simili, in quanto non ne riconosce l’ispirazione divina, rinviando alla lettura sicura dei Vangeli ispirati».
Il destino dell’opera di Maria Valtorta di non essere riconosciuta come divinamente ispirata è equiparato a quello di tutti gli altri testi simili, compresi i Vangeli apocrifi. Gli unici dei quali la Chiesa riconosce l’ispirazione divina sono i Vangeli Canonici.
Se un giorno Maria Valtorta, dopo l’esame delle sue virtù, venisse beatificata o canonizzata, ciò non cambierebbe il pensiero della Chiesa sulle rivelazioni private.
Infatti, le nuove norme della Chiesa cattolica del 17 maggio 2024 («Per procedere nel discernimento di presunti fenomeni soprannaturali») ribadiscono «che né il Vescovo diocesano, né le Conferenze episcopali, né il Dicastero, di norma, dichiareranno che questi fenomeni sono di origine soprannaturale, nemmeno nel caso in cui si conceda un Nihil obstat. Fermo restando che il Santo Padre può autorizzare ad intraprendere una procedura al riguardo». (Orientamenti generali, § 23).
L’unico atto ufficiale dell’Autorità Ecclesiastica riguardante l’opera maggiore scritta da Maria Valtorta è la messa all’indice avvenuta con provvedimento del 16 dicembre 1959, venuta meno con la dichiarazione della Congregazione per la Dottrina della Fede del 14 giugno 1966 con la quale si diceva che l’indice dei libri proibiti «non ha più forza di legge ecclesiastica con le annesse censure».
Le rivelazioni private hanno un ruolo ben definito nei paragrafi 66 e 67 del Catechismo della Chiesa Cattolica: «[…] anche se la Rivelazione è compiuta, non è però completamente esplicitata; toccherà alla fede cristiana coglierne gradualmente tutta la portata nel corso dei secoli» (§ 66).
«Lungo i secoli ci sono state delle rivelazioni chiamate “private”, alcune delle quali sono state riconosciute dall’autorità della Chiesa. […] Il loro ruolo non è quello di “migliorare” o di “completare” la Rivelazione definitiva di Cristo, ma di aiutare a viverla più pienamente in una determinata epoca storica […]» (§ 67).
Osserviamo, sulla base delle testimonianze che ci giungono da tutto il mondo, sia da semplici fedeli che da ecclesiastici, che gli scritti di Maria Valtorta costituiscono una lettura spirituale che porta grande beneficio alla Chiesa e alla comunità non solo cristiana, dato l’elevato numero di conversioni che suscitano.
La lunga tradizione delle visioni e delle rivelazioni
Visioni e rivelazioni sono iniziate nel cristianesimo poco dopo l’Ascensione, alla fine della vita terrena di Gesù.
È il caso della conversione di Paolo sulla via di Damasco (At. 9,3-16). Ma Paolo testimonia anche un’estasi durante la quale beneficia di rivelazioni (2 Corinzi 12,2-4). Il che rinvia alle visioni e apparizioni correnti nel Vecchio Testamento.
Allo stesso modo, le apparizioni mariane si manifestano molto presto: la tradizione racconta che Giacomo il maggiore (il fratello dell’apostolo Giovanni) partito per evangelizzare la Spagna, avrebbe avuto una apparizione della Vergine Maria a Saragozza (Cesaraugusta) il che ha dato origine al santuario di Nostra Signora del Pilar. Da allora ad oggi il “Dizionario delle apparizioni della Vergine Maria” di René Laurentin e Patrick Sbalchiero, ne elenca 2400,55 per annunciare avvenimenti futuri (Fatima, La Salette), per spiegare delle verità teologiche (Lourdes) e più in generale per esortare alla santità.
Le visioni di Maria Valtorta non sono dunque insolite.
La lunga tradizione delle visioni di scene tratte dal Vangelo
Le visioni di scene del Vangelo, il caso più specifico che concerne Maria Valtorta, non sono un caso isolato. Grandi santi ne hanno beneficiato, come Santa Ildegarda di Bingen (1098-1179), S. Angela di Boemia (+ 1243), S. Gertrude di Helfta (1256- 1302), S. Brigida di Svezia (1302-1373), S. Teresa d’Avila (1515-1582), S. Maria Maddalena de’ Pazzi (1568-1607), e altri.
Più recentemente, S. Faustina Kowalska e Teresa Neumann. Tutte forniscono delle visioni limitate su vari aspetti della vita di Gesù, generalmente la Passione. Tre veggenti hanno ricevuto visioni della vita completa di Maria e/o di Gesù: la Beata Maria de Agreda (1602-1665), la Beata Anna Caterina Emmerich (Anna Katharina Emmerich; 1774- 1824) e Maria Valtorta.
La triste tradizione della polemica
Tutti questi veggenti hanno in comune di aver subìto una grande polemica sul loro lavoro e di aver avuto una vita di sofferenza accettata. Malgrado la sua beatificazione, Maria de Agreda fu condannata dall’Inquisizione romana, ma sostenuta dall’Inquisizione spagnola. Anna Caterina Emmerich ha atteso quasi due secoli la sua beatificazione. Le sue stimmate e le sue visioni furono uno dei problemi assai “controversi”, segnala il P. Winfried Hümpfner che studiò il caso da vicino.
Maria Valtorta non sfugge a questo destino di polemica, nonostante gli eminenti sostegni che ricevette. Col tempo, però, anche lei riceverà il suo destino di santità riconosciuta. “Ho finito di soffrire”, diceva prima di morire, ma continuerò ad amare.
I punti particolari di Maria Valtorta
L’interesse dell’opera di Maria Valtorta poggia soprattutto su tre punti:
Visione completa dei Vangeli: le visioni di Maria de Agreda, concernono la vita di Maria, poco conosciuta dai Vangeli; quelle di Maria Valtorta, come pure quelle di Anna Caterina Emmerich, raccontano in più la vita di Gesù, in altre parole il Vangelo. L’opera di Maria Valtorta, la più completa, è così precisa in questa relazione che ha potuto essere stabilita una concordanza esatta tra i quattro Vangeli e l’opera stessa.
Narrazione diretta: Le visioni di Maria de Agreda soffrono di una narrazione tardiva (a più di 30 anni di distanza) e quelle di Anna Caterina Emmerich, di una narrazione indiretta (Clemens Brentano e i suoi eredi). Le visioni di Maria Valtorta sono ritrascritte immediatamente e direttamente dopo le visioni, diminuendo così il rischio di deformazione.
Narrazione dei fatti: Più ancora di Anna Caterina Emmerich, Maria Valtorta riporta la visione storica delle scene del Vangelo, senza interferire nella loro narrazione. Gli insegnamenti (di Gesù) sono distinti e riportati nella serie dei tre “Quaderni”. Questa dimensione dell’opera, apre nuove piste alla ricerca storica (personaggi, luoghi, fatti) Lo studio comparativo delle opere di queste tre veggenti mette in luce delle differenze minori, probabilmente dovute al loro modo di ritrasmissione. Non si può realmente concludere per l’influenza di una sull’altra o per l’influenza dei testi apocrifi su di loro. Per contro, vi sono delle convergenze interessanti tra queste veggenti: Maria affidata al Tempio all’età di tre anni, le modalità di scelta di Giuseppe come sposo, alcuni dettagli poco conosciuti sul modo di crocifissione, … Tutte restano fedeli al Vangelo e nessuna pretende di promulgare un quinto vangelo. Tuttavia, l’adesione a tali opere, anche passate ai setacci più obiettivi, resterà sempre un atto personale, come appunto ricorda la Chiesa.
SS. Papa Pio XII
Santo Papa Pio XII (1876-1958) – Pontificato dal 2 Marzo 1939 al 9 ottobre 1958
Il 26 febbraio 1948 Papa Pio XII, che aveva ricevuto il manoscritto di Maria Valtorta dalle mani del suo confessore Padre Agostino Bea (futuro Cardinale), accorda un’udienza speciale al Padre Migliorini, confessore di Maria Valtorta e al suo confratello Berti (docente di teologia dogmatica) e al loro superiore, Padre Andrea M. Cecchin, OSM (Servi di Maria). Il suo giudizio è stato favorevole. Inoltre ha consigliato di pubblicare l’opera senza nulla togliere, neanche le dichiarazioni esplicite di riportare delle “visioni” e dei “dettati”; ma, al contempo, non approva il testo di una prefazione che parlava di un fenomeno soprannaturale. Secondo il consiglio del Pontefice, ogni interpretazione deve essere lasciata al lettore: “Pubblicate l’opera così come è. Non c’è bisogno di esprimere un parere in quanto alla sua origine, se straordinaria o meno. Coloro che la leggeranno capiranno”.
Fonti: i termini sono stati confermati, anche sotto giuramento, dai testimoni oculari. Queste testimonianze dell’ imprimatur papale sono conservate dai Servi di Maria nella Basilica di Santa Annunziata di Firenze dove è sepolta Maria Valtorta.
SS. Papa Paolo VI
SS. Papa Paolo VI (1897-1978) – Pontificato dal 21/06/1963 al 6.08.1978
Il 17 gennaio 1974, la Segreteria del Papa (la più alta istanza del Vaticano), trasmette al P. Roschini (vedi sotto) le congratulazioni del Santo Padre per il suo lavoro apertamente in favore di Maria Valtorta: “Avete voluto far pervenire al Sovrano Pontefice un esemplare del vostro ultimo lavoro: “La Vergine Maria negli scritti di Maria Valtorta”. Apprezzando la vostra pietà e il vostro zelo e il prezioso risultato, il Santo Padre vi ringrazia di cuore per la vostra nuova testimonianza di pio omaggio ed esprime l’auspicio che i vostri sforzi raccolgano abbondanti frutti spirituali”. In precedenza, Mons. Pasquale Macchi, segretario privato del Papa, aveva confermato, nel 1963, durante un lungo incontro con P. Berti, che l’opera di Maria Valtorta non era effettivamente all’Indice (che non era ancora abolito), e aveva menzionato che il Papa, allora Arcivescovo di Milano, aveva letto uno dei quattro tomi del lavoro di Maria Valtorta e aveva donato l’opera completa al seminario maggiore. Incontro confermato sotto giuramento dal Padre Berti e parole da lui rapportate.
Fonti: Dichiarazione sotto giuramento di P. Berti – Facsimile della lettera della Segreteria di Stato.
SS. il Papa Giovanni Paolo II
SS. il Papa Giovanni Paolo II (1920-2005) – Pontificato dal 13.10.1978 al 2.04.2005
Il Papa Giovanni Paolo II non si è pronunciato sul caso di Maria Valtorta. Solo il Cardinale Ratzinger, Prefetto per la Congregazione della Fede ha dichiarato, in una lettera all’arcivescovo di Genova (Lettera del 31 gennaio 1985), che non era personalmente favorevole alla diffusione dell’opera a causa del suo possibile impatto sulle persone “più ingenua”. Lasciava tuttavia il Cardinale Siri libero di rispondere, nel modo che riteneva, alla richiesta di un sacerdote della sua diocesi. Più tardi, questo stesso Cardinale ha fatto chiedere all’editore tramite la Conferenza episcopale italiana “come un servizio reso alla fede della Chiesa” di precisare sulle future edizioni che l’opera di Maria Valtorta doveva essere considerata come un’opera letteraria personale (Lettera del 6 maggio 1992). Il Papa Giovanni Paolo II ha tuttavia beatificato il Frate Gabriele Allegra, biblista riconosciuto, apertamente favorevole a Maria Valtorta di cui era un lettore entusiasta e sulla quale aveva scritto un’esegesi. Egli riconosce che quest’opera “viene dallo spirito di Gesù” (Vedere la totalità della “Critica” del Fr. Gabriele Allegra).
Questo stesso Papa ha canonizzato Padre Pio e beatificato Madre Teresa, entrambi lettori di Maria Valtorta e che ne hanno raccomandato la lettura (vedere sotto).
Mons Alfonso Carinci
Mons Alfonso Carinci (1862-1963) Segretario della Congregazione per i riti sacri (attualmente per la causa dei santi)
Egli scrive, nel 1946: “A giudicarne secondo il bene che si prova leggendo la vita di Gesù di Maria Valtorta, a mio umile avviso, quest’opera, una volta pubblicata, potrebbe portare molte anime al Signore: peccatori alla conversione e buoni ad una vita più fervente e più attiva. Mentre la stampa immorale invade il mondo e i film corrompono la gente, mi viene del tutto spontaneamente il desiderio di ringraziare il Signore di averci dato per l’intermediazione di questa donna che ha tanto sofferto, che è inchiodata al letto, un’opera dal punto di vista letterario sublime, dottrinalmente e spiritualmente così elevata, accessibile e profonda, attraente alla lettura e capace di essere riprodotta nelle rappresentazioni cinematografiche e di teatro sacro. Ho comunicato il mio pensiero che è anche quello di teologi e di esegeti di grande valore come reverendo Padre Béa (che non era ancora Cardinale in quel tempo), come il Mons. Lattanzi, professore di teologia fondamentale al Laterano, ma, ciò nonostante, sono naturalmente pronto a correggermi qualora il Santo Padre giudicasse differentemente”.
Testimonianza tratta da “Pro e Contro Maria Valtorta” (pagina 41) – CEV. Si veda anche, dello stesso editore “Lettere a Mons. Carinci” (Lettere di Maria Valtorta a Mons. Carinci).
Mons. Edward Gagnon
Mons. Edward Gagnon (p.s.s.) (1918-2007) Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia fino al 1990
Il Cardinale Edouard Gagnon ha stimato del tutto conforme alle esigenze del diritto canonico, “il tipo di imprimatur accordato dal Santo Padre, nel 1948, davanti a testimoni.” Il Cardinale era noto come uno specialista della censura, un tema per il quale aveva scritto un opera di riferimento nel 1945: “La censura dei libri”, ediz. Fides, Montreal, 1945 – 222 pagine.
Cardinale Agostino Bea
Cardinale Agostino Bea (s.j.) (1881-1968) Direttore del Pontificio Istituto Biblico e confessore di Pio XII
Il futuro Cardinale Bea scrive nel 1952: “Ho letto diversi volumi dell’opera scritta da Maria Valtorta, attaccandomi in particolare ai campi esegetico, storico, archeologico e topografico. Per ciò che è della sua esegesi, io non ho riscontrato errori importanti nei fascicoli che ho esaminato. Inoltre, sono stato molto impressionato dal fatto che le sue descrizioni archeologiche e topografiche sono fatte con una notevole esattezza. In ciò che concerne alcuni elementi espressi meno precisamente, l’autore, interrogato da me per mezzo di un intermediario, ha dato delle spiegazioni soddisfacenti. Qua e là alcune scene mi sembravano descritte in modo troppo diffuso, anche in modo molto colorato. Ma in generale, la lettura dell’opera non è solo interessante e gradevole, ma veramente edificante. E, per le persone meno informate circa i misteri della vita di Gesù, istruttiva”. Testimonianza estratta da “Pro e Contro Maria Valtorta”
Madre Teresa
Madre Teresa (1910-1997) – Beatificata da Giovanni paolo II
Secondo quanto riporta il padre Leo Maasburg, responsabile nazionale delle missioni a Vienna, in Austria, e confessore occasionale di Madre Teresa per 4 anni, ella si muoveva sempre con tre libri: La Bibbia, il suo Breviario ed un terzo libro. Richiesta da P. Leo, ella gli dice che si tratta di un libro di Maria Valtorta. Alla sua domanda sul contenuto, ella gli disse e ripeté semplicemente: “leggetelo”. Interrogato di recente da “Chrétiens Magazine” sul parere di Madre Teresa circa l’opera di Maria Valtorta, P. Leo Maasburg conferma semplicemente: “Per quanto riguarda l’atteggiamento di Madre Teresa a proposito della Valtorta, mi ricordo chiaramente della sua reazione positiva senza ricordarmi altri dettagli”.
Fonti: http://mariavaltortawebring.com e “Chrétiens Magazine” n° 218 del 15/03/2009, pagina 5
Padre Pio di Pietrelcina
Padre Pio di Pietrelcina (o.f.m.) (1887 – 1968) – Canonizzato da Giovanni Paolo II
A Elisa Lucchi, una penitente che gli chiede, un anno prima della sua morte, consiglio per la lettura de “Il Poema dell’Uomo Dio”, Padre Pio risponde: “Non soltanto vi permetto di leggerlo, ma ve lo raccomando”. I percorsi di Maria Valtorta e di Padre Pio erano così vicini che è stato dedicato un libro a questa prossimità. Anche Padre Pio era stato condannato dal Sant’Uffizio (nel 1933) e rimproverato dal Cardinale Ottaviani, Prefetto di questa Congregazione, nel 1961.
Fonti: “Chrétiens Magazine”, numero speciale di marzo 2009 e “Padre Pio e Maria Valtorta” – Emilio Pisani – 2000 – Edizioni CEV.
Padre Gabriele M. Roschini
P. Gabriele M. Roschini (1900-1977) – Fondatore dell’Università pontificia di teologia “Marianum” e consulente della S. Sede
Questo filosofo, teologo, agiografo, mariologo autore di 130 opere, scrive nella prefazione del suo libro “La Vergine Maria nell’opera di Maria Valtorta”: “Chi vuole conoscere la Santa Vergine in perfetta armonia col Concilio Vaticano II, le Sante Scritture e la Tradizione della Chiesa, deve attingere alla mariologia valtortiana (…) poiché La Vergine Maria nell’opera di Maria Valtorta è il più importante dei miei libri. Maria Valtorta (1897-1961) di Viareggio (Italia) è una dei 18 più grandi mistici di tutti i tempi. (…) la mariologia che si evince dagli scritti pubblicati e inediti di Maria Valtorta è stata per me una vera scoperta. Nessun altro scritto mariano, anche la somma di tutti quelli che ho letto e studiato, era stato in grado di darmi su Maria, capolavoro di Dio, un’idea così chiara, così viva, così completa, così luminosa ed anche affascinante, e nello stesso tempo semplice e sublime, come gli scritti di Maria Valtorta”.
“La Vergine Maria nell’opera di Maria Valtorta” – 1973 – Edizioni Centro Editoriale Valtortiano – Questo libro è stato oggetto di una lettera di congratulazione della Segreteria di Stato – la più alta istanza del Vaticano – che cita esplicitamente il sostegno del Papa Paolo VI.
Padre René Laurentin
P. René Laurentin (nato nel 1917) – Teologo, esegeta, storico, ex consulente del Vaticano II
L’abate René Laurentin è l’autore di 160 opere sulla mariologia ma anche sulle apparizioni mariane nel mondo, campo nel quale si è specializzato. Scrive a proposito di uno studio di prossima pubblicazione sulle “Vite rivelate di Maria” (e di Gesù): “Maria Valtorta emerge ed è raccomandata in molti modi […] La sua vita di lunga sofferenza, vissuta in totale abbandono a Dio, testimonia della sua santità. Ella non si allontana in nulla dal Vangelo, non lo contraddice in nessuna parte, non vi aggiunge insegnamenti estranei e resta conforme allo spirito del Vangelo. Inoltre, essa aggiunge agli episodi narrati dal Vangelo altri episodi ignorati, anche se essi si iscrivono facilmente in margine al Vangelo senza contraddizione né rottura. Questo plaude in suo favore […] Ha raccolto i più ampi consensi al vertice dei quali quello di Papa Pio XII che la protesse discretamente dal Sant’Uffizio […] Resta che il racconto di Maria Valtorta non è un quinto Vangelo”.
Estratto da “Chrétiens Magazine” n. 218 del 15/03/2009, pagina 7
Fr. Gabriele Allegra
Fr. Gabriele Allegra (o.f.m) (1907-1976) Traduttore della Bibbia in cinese, beatificato da Giovanni Paolo II
Questo biblista era, fin dal 1965, appassionato di Maria Valtorta sulla quale ha scritto a Macao la prima esegesi dell’opera, dal 1968 al 1970, pubblicata nel 1985 all’apertura del suo processo di beatificazione. Egli dichiara in particolare: “Producendo buoni frutti in un numero sempre crescente di lettori, penso che “Il vangelo come mi è stato rivelato” di Maria Valtorta viene dallo spirito di Gesù”.
Vedere l’esegesi completa alla fine di questo documento.