I quaderni del 1945-1950

42. 24 agosto 1945


[Precede il capitolo 262 dell’opera L’EVANGELO]

Questa mattina, dopo la S. Comunione, avevo un grande desiderio di dare qualcosa di santo a Suor Gabriella. E non avevo proprio nulla. Mi si presenta Gesù ritto su un praticello, sotto un’ombra di ulivi, col suo abito bianco, e sorride dicendomi: “Manda subito a prendere cinque medaglie. Io le benedirò e tu le manderai a Suor Gabriella per lei e le sue figlie”. “Ma sono tre le ragazze!”. “Cinque, ho detto, e tutte uguali”. “Non due di più per P. Migliorini e Marta?”. “Sì, e fa’ presto ché si deve lavorare”.
Mando Marta di corsa a prendere le medaglie. Intanto mi godo la presenza, per me sola, di Gesù che continua a guardarmi e a sorridere.
Torna Marta. Io mi metto le medaglie sulle mani e le offro, e Gesù disserra le braccia che aveva conserte, alza la destra e benedice. Mi sorride, benedice anche me… e io mi sento presa da una gioia, da un batticuore, da una smania soave che, se potessi muovermi, sfogherei col cantare, col camminare… Invece sto giù… e poi mi metto a descrivere ciò che vedo… Ma la gioia di Gesù tanto condiscendente e benedicente mi perdura per tutto il giorno, anche fra gli spasimi di un mal di capo che mi acceca e mi leva di senno.

[Seguono, in data 26, 27 e 28 agosto 1945, i capitoli 263, 264 e 265 dell’opera L’EVANGELO]