I quaderni del 1945-1950

48. 3 ottobre 1945


[Precede il capitolo 294 dell’opera L’EVANGELO]

E anche per oggi, con molta pazienza da tutte e due le parti, abbiamo finito! Ventitré interruzioni ieri, quattordici oggi. Se non fosse che l’infinita pazienza di Gesù emana e si trasfonde da Lui a me, le assicuro che diventerei idrofoba. Ma è così paziente Lui! Sospende, riprende, calmo, sorridente. Io non riesco più a impazientirmi per le moleste interruzioni che mi obbligano a chiudere quaderno e penna magari per pochi minuti, per velare il mistero che si compie così dolcemente e così segretamente e celarlo dalle curiosità inutili. Ed è un grande miracolo aver fatto di me una persona paziente… Certo che lo sono perché so che c’è Lui che detta e che non perde il filo. Perché quando, come questa mattina, sono io che scrivo una lettera o altro, allora perdo subito il filo e la pazienza, anche se sento soltanto parlare vicino a me. E lo sa Marta quante volte urlo: “Silenzio! Chiudi la porta!” quando scrivo per conto mio…