I quaderni del 1945-1950

96. 12 marzo 1946


[Della stessa data è il capitolo 400 dell’opera L’EVANGELO]

Penso… E soprattutto penso al danno irreparabile che avverrebbe in Giuseppe, appena nato alla Grazia, se vedesse una sordità nella Chiesa, lui che, peccatore e sacrilego, ha sentito Dio nelle parole venute dall’Oltre Terra. E di questo, e solo per questo temo una ingiusta condanna. Per lui mi accoro. Anche per il resto della famiglia, anche per Marta, anche per altri, che non avrebbero più fiducia nel giudizio e nella carità della Chiesa, ma specie per lui, che ho strappato a Satana con sacrifici che solo Dio sa, mi accoro. Signore, non permettete che ciò avvenga per quell’anima che vi è e mi è tanto cara!
Ieri, scrivendo al Padre Migliorini, non mi sono ricordata di dire questo mio spasimo, della cui verità Dio è testimone…1
Azaria, angelo mio, come ho detto al “buon compagno” Raffaele di lasciare me per aiutare il Padre, e al vittorioso Michele di debellare Lucifero nelle sue astuzie, che certo saranno tutte usate in questi giorni per nuocere e dare dolore, e al luminosissimo Gabriele di portare il decreto di Dio agli uomini preposti a decretare, così dico a te: “Va’, va’, parla ai tuoi uguali perché il loro ministero istruisca quelli che devono giudicare!”. E dico anche: “Una luce, Azaria, una sola, mentre Satana, invisibile, non presente ma agente da lontano, manda i suoi fetori per farmi temere!”.
E Azaria dice: “Apri il libro a caso e leggi. Là è il conforto”.
Ubbidisco. Mi si apre al capo I° di Ezechiele, dal v. 10 in poi. Leggo e mi perdo nella visione beatifica. Il dolore scompare. Ma non c’è risposta per me perché io non sono Ezechiele! Un niente sono!
Azaria dice: “Ancora, ancora, finché dico basta”.
Leggo il II° capitolo e il III° fino al 14° versetto incluso. La risposta è venuta… Amara e dolce. Amara per il mondo, dolce, dolcissima per me, perché Egli mi conforta, il mio Signore…

1 è testimone… A questo punto la scrittrice ha inserito con scrittura minuta un’annotazione poi accuratamente coperta con tratti di penna. Siamo riusciti ugualmente a leggerla, compresa la data: (Nota mia del 9-12-47. E infatti, coll’assistere al mio martirio di questi ultimi 20 mesi e specie dopo l’urto con p. Migliorini del giugno c. anno, Giuseppe non vuol più saperne di preti… Io spero solo nell’approvazione dell’Opera per ricondurlo alla pratica dei Sacramenti…)