I quaderni del 1945-1950

97. 13 marzo 1946


[Della stessa data è il capitolo 401 dell’opera L’EVANGELO. Il brano che riportiamo si trova scritto su due quaderni. Su un quaderno è successivo allo scritto di Martedì 12-3 e lo precede l’annotazione tra parentesi: ciò è scritto anche sul quaderno dei Vangeli. Su un altro quaderno è successivo al capitolo 401 dell’opera L’EVANGELO e lo conclude l’annotazione tra parentesi: questo è scritto anche nel quaderno delle direzioni]

Il mio Gesù divinamente conforta la sua violetta. Ne ho la divina Presenza quasi di continuo. E stamane alla S. Comunione si è spostato ed è andato a fianco del Padre… E dopo, mentre ardentemente pregavo — e persino m’ero messa in ginocchio, come lo posso fare, ossia tutta storta, pendente, cadente sui calcagni e sui guanciali, sentendo dolori di morte per la posizione presa — a me che dicevo: “Lo vedi, Signore! Tu vedi! Il mio timore è che Giuseppe, Paola, Marta e altri si disgustino della Chiesa… E poi… Se cadessi in sconforto, in dubbio sulla veridicità della Voce? Potrei perdermi, perderti…”, Gesù ha risposto: “Le anime vittime non si perdono mai”. Vivo con questa perla nel cuore… e onde di pace, di gioia, escono dalla perla divina, mi avvolgono tutta, mi saturano…
Più tardi la posta mi porta da un Carmelo una reliquia di S. Teresa d’Avila e la fotografia di Papa Pio X, il Papa che mi ha parlato1 e rincuorata a continuare per la mia via che “la piase al Signor”. Mi sono commossa per l’una e l’altra cosa. S. Teresa d’Avila mi può capire e il santo Papa può tutelarmi, laggiù, a Roma… Ho messo la reliquia sotto il guanciale e il Papa sul mio comodino. Per protezione.

1 mi ha parlato, l’8 febbraio 1946