I quaderni del 1945-1950

160. 22 maggio 1947


Mi hanno portato Maria-Cristina1 appena levata dal suo bagnetto, seminuda nel suo camicino d’infante, e me l’hanno posata sul letto, e la piccina sgambettava e rideva beata…
Gesù mi dà una dolcissima lezione mentre io guardo la infante (5 mesi) che non si preoccupa di essere nuda… e mi fa considerare che anche la sofferenza, delle volte acuta come un martirio, del pudore, è conseguenza anche questa della malizia venuta col primo peccato.
Se lo sapessero i genitori della piccina che Gesù era curvo sulla sua figlioccina! e che sorrideva delle sue grazie innocenti! Gesù coi pargoli! È proprio il Gesù più sereno, dolce e giovanile che si possa contemplare. Che papà sarebbe stato Gesù se avesse potuto diventare un papà di creaturina umana!
Non posso, non ho potuto al momento – perché tenevo la piccina e Gesù, del resto, mi diceva: “È lezione per te sola” – ma ricorderò in sunto questo solo per ricordare sempre “che come avviene di Maria Cristina, innocente per età e grazia soprannaturale, sarebbe stato di tutti gli uomini”, e mi commenta la profondità nascosta nel versetto 25 del II della Genesi.

1 Maria-Cristina, della cui nascita si parla nello scritto del 5 gennaio 1947.