I quaderni del 1945-1950
201. 29 dicembre 1947
Ancora Maria Ss. Veramente questo dicembre è pieno di Lei. E glielo chiedo: “Perché Gesù non viene più?”.
Maria mi attira a Sé e mi dice: “Io vengo, perché Egli è molto severo con molti, e il suo aspetto e la sua parola ti darebbero dolore, afflittissima figlia mia. Vengo io per questo. È mio compito trattenere la folgore della sua parola per pietà verso i carnefici e le vittime. Mi interpongo. Non ne sei lieta che io venga?”.
“Oh! Vorrei sempre! Ma tu sei stata offesa, qui, in questa stanza, nel Natale…”.
Maria si fa mesta, ma mi stringe di più sul cuore mentre mi dice: “Non ci pensare più. Il tuo soffrire per quelle eresie ha medicato il mio soffrire. La carnalità degli uomini e negli uomini è così forte, che neppur la fede e fedeltà nel Signore e alla Chiesa li può fare capaci di credere alla mia assoluta purezza, alla castità, all’inviolabilità del mio seno che solo Dio penetrò e che emanò Dio in Carne, Sangue, Anima e Divinità, per uno di quei misteri e potenze alle quali nulla sono le leggi di natura e dei corpi solidi. Solo chi si è tuffato nel mio Candore e lo ha assorbito e fatto sua vita e vista, solo costui può capire e credere. Tu puoi perché del mio Candore ti sei fatta vista e vita. Compatisci i ciechi e coloro che sono nutriti di umanità”.
Le sue carezze mi smemorano da ogni pena…