I quaderni del 1945-1950

217. 7-8 maggio 1949


Notte fra il 7 e 8 maggio, ossia poche ore prima della riunione dei Soci della C.E.P.V.1 in casa mia per definire tutto e stabilire che io voglio ubbidire e che si ubbidisca alla Chiesa.
Gesù aveva detto: “Riunitevi o il 3 (Invenzione S. Croce) o il 5 (Vittoria di Lepanto per intercessione di Maria Ss. del Rosario) o l’8. Ma vorrei l’8 perché in tal giorno Io, Buon Pastore, con l’ausilio della Regina del Rosario e di S. Michele Arcangelo, riesca a riavere nei miei sentieri le pecorelle sviate. La preghiera in comune a mia Madre e la tua in particolare a S. Michele, perché scacci il Perturbatore così attivo in alcuni, otterrà almeno che la prava volontà sia legata e che la tua volontà sia resa nota, senza dubbi”.
Alle 24 Gesù se ne va e gli succede Maria Ss. di Fatima, rivolta ad oriente e intensamente orante.
Alle 12 dell’8-5-49, mentre si fa la supplica, la Madonna si volge da oriente ad occidente, e china lo sguardo su P. B… Uno sguardo ma­ternamente afflitto. Poi disgiunge le mani giunte, apre le braccia, le abbassa verso terra, poi le alza con atto di supplica al Cielo e nuova­mente congiunge le mani a preghiera, e due lacrime le rigano le guance cadendo poi verso il suolo.
Mi sento impallidire, del mio pallore contemplativo, che vorrei nascondere agli otto presenti che però, meno due, se ne avvedono… Capisco che Maria Ss. piange per il Clero peccatore di cui uno è presente.

1 C.E.P.V., dovrebbe essere la Casa Editrice Parole di Vita, appositamente costituita in Roma per pubblicare l’Opera, ma poi disciolta.