I quaderni del 1943
21. 8 giugno
Ma udita il 7
Dice Gesù:
«Senza il Padre Io non sarei stato. Ma senza lo Spirito Io non sarei venuto. Perché è stato l’Amore del Padre che mi ha mandato. E Noi siamo tanto più presenti e operanti in un cuore quanto più vivo è in esso l’amore. Ecco perciò la necessità di possedere in voi l’Amore, ossia lo Spirito Santo.
Io l’ho detto1 che “bisogna rinascere nello Spirito per potere possedere la vita eterna”. La nascita della carne da un’altra carne non vi differenzia dai bruti altro che in questo: che voi sarete giudicati per non aver voluto rinascere nello Spirito. I bruti, di questo non sono responsabili. Voi sì. Voi credenti nel mio Nome, voi rigenerati dal Battesimo, sì. Perché dunque voi non rinascete nello Spirito? Perché uccidete in voi l’Amore?
Come può essere compresa la mia dottrina se l’Amore non è in voi? Io l’ho detto “che avreste compreso quando avessi mandato il Consolatore, lo Spirito di Verità”. Ora Io ve l’ho mandato. Sono salito volentieri sulla Croce per redimervi e per preparare la strada al Paraclito. Sono asceso volentieri al Cielo, lasciando la Madre mia, l’Unica in cui lo Spirito era come nel seno del Padre tantò Ella era piena di grazia. Era anzi in Lei2 la “Grazia” stessa. Sono asceso lasciando gli uomini, che avevo tanto amati fino a morire per essi di morte di croce, per potere mandare a voi Colui alla cui luce tutto diviene chiaro. Ve lo continuo a mandare, ad alimentare questa luce con Me stesso, perché Io sono nel Padre e nello Spirito e Loro sono in Me.
E Me mi avete, col mio Corpo, col mio Sangue, con la mia Essenza, nell’Eucarestia. Dio e Fratello vostro. Ma voi vivete con la carne. Avete Me, Luce del mondo, e una volta ancora, anzi sempre più, preferite le tenebre alla luce. Sembrate poveri folli. Ai tempi del mio vivere fra voi vi avrebbero chiamati “ossessi”, posseduti da uno spirito impuro che vi piega a pervertimenti strani, per cui amate le tenebre, le brutture, le compagnie immonde, mentre potreste vivere nella Luce e nella Verità. Avete l’udito e non sentite, avete la vista e non vedete. Possedete la favella, ma la usate per bestemmiare o per mentire. Avete un cuore e non lo alzate al Cielo ma lo vendete per bassi amori e bassi interessi.
Perché vivete profanando e profanandovi? Ma che sono per voi le parole di Verità e di Vita che vi ho lasciate e che il Paraclito vi ha spiegate alla luce della Carità?
Ogni tanto Io tento un altro miracolo d’amore e vi chiamo, parlandovi in mille modi. Venite, indagate, vi scuotete. Ma come? Con una curiosità scientifica. Il vostro spirito non si desta al tocco del Mistero che si svela una volta ancora e vi mostra Dio e il suo amore. Povere creature accecate dalla vostra scienza umana!
Una sola è la Scienza necessaria. La mia. E ve la comunica lo Spirito di Verità. Alla sua luce tutto quanto è si santifica, si purifica, si fa buono. Se il vostro sapere trae origine da questo Sapere perfetto, il vostro sapere umano dà opere di utilità vera. Altrimenti no. Se la scienza che possedete è solo scienza umana, non è scienza vera. È profanazione. Essa strappa i veli che avvolgono le forze cosmiche in un mistero in cui Io, che so dosare il bene e il male che dovete conoscere, le ho avvolte.
Il dragone fischia: “Mordi, mordi, uomo, al frutto che ti farà dio”. E voi mordete. Non sapete che mangiate la vostra condanna. Divenite di una genialità semidivina, è vero, avete strappato molti segreti all’universo e avete fatto schiave le forze della natura. Ma non avendo a contrappeso l’amore nel vostro sapere, il vostro sapere è divenuto unicamente potere distruttore. E Satana fischia la sua gioia perché nelle vostre scoperte vede il suo segno che nega Dio. Solo il suo segno.
Se metteste il centesimo di quello che mettete nel male per compiere il bene, sareste già salvati. Ma seguire il Bene vuol dire essere puri, continenti, misericordiosi, onesti, giusti e umili. E voi invece preferite essere operatori di iniquità.»
1 l’ho detto in Giovanni 3, 5; 14, 26.
2 in Lei è aggiunto da noi, trattandosi di un’omissione che sarà segnalata l’11 giugno.