I quaderni del 1943
22. Sempre udita il 7
«Non potete conciliare il Regno di Dio col regno di Satana. Non potete accontentare contemporaneamente la carne e lo spirito. Dovete scegliere.
Vi ho dato l’intelligenza perché possiate scegliere. Vi ho dato la Luce perché possiate vedere. Vi ho dato l’Amore perché vi possiate guidare. E vi ho dato la libertà perché altrimenti non avrebbe avuto merito la vostra esistenza. Avete sbagliato dieci, cento, mille volte.
Vi ho dato i Comandamenti per aiutarvi, vi ho dato i Profeti per gridarvi la mia Volontà. Avete sbagliato cento, mille, diecimila volte.
Vi ho dato Me stesso, lasciando il seno del Padre per parlare a voi. Vi ho dato Me stesso, umiliando Me, Dio, a morire come un malfattore per lavarvi il cuore e renderlo capace di accogliere Dio. Vi ho dato lo Spirito perché vi fosse Maestro nella cognizione della mia dottrina di carità, purezza, bontà, umiltà. Avete sbagliato diecimila, un milione di volte.
Non si può più contare il numero dei vostri errori. Li accumulate come una piramide gli uni sugli altri. Fate una seconda torre di Babele1 per montarvi sopra e dirvi: “Ecco che siamo simili a Dio e scaliamo i cieli”. Satana vi aiuta e ride. Sa che la torre delle vostre colpe vi crollerà addosso quando crederete di toccare i cieli e vi sprofonderà nell’inferno. Sta già crollando e travolgendovi. E non vi fermate!
Oh! fermatevi, fermatevi, figli! Fermatevi, miei tesori! Sentite la voce del Padre, del Fratello, del Dio vostro che vi chiama, che vi chiama tesori anche ora perché siete ingemmati del suo Sangue. Non scrollate da voi quel Sangue con ira, bestemmiandolo. Alzate la fronte malata verso il Cielo, ché la rugiada divina vi lavi. Perché siete malati, poveri figli miei, e non lo sapete. Vi siete lasciati baciare da Satana e la sua lebbra è su voi e in voi. Ma il mio amore, soltanto il mio amore vi può guarire.
Venite, non respingete la mia mano che cerca di attirarvi a Me. Credete che Io non vi possa perdonare? Oh! Avrei perdonato anche a Giuda se in luogo di fuggire fosse venuto sotto la Croce dove morivo e m’avesse detto: “Perdono!”. Sarebbe stato il mio primo redento perché era il più grande colpevole, e su di lui avrei fatto piovere il Sangue del mio Cuore, trafitto non tanto dalla lancia quanto dal suo e dai vostri tradimenti.
Venite. Le mie braccia sono aperte. Sulla croce mi doleva di averle inchiodate soltanto perché non avrei potuto stringerle intorno a voi e benedirvi. Ma ora sono libere di attirarvi al mio Cuore. La mia bocca ha baci di perdono, il mio cuore ha tesori di amore.
Lasciate le ricchezze ingiuste e venite a Me, Ricchezza vera. Lasciate le gioie indegne e venite a Me, Gioia vera. Lasciate i falsi dèi e venite a Me, Dio vero. Come vi sentireste lieti di una spirituale letizia se vi affidaste a Me!
Io sono il Dio della Pace. Da Me sgorgano tutte le grazie. Ogni dolore in Me si placa. Ogni peso diviene leggero. Ogni vostro atto, compiuto in mio Nome, si riveste della mia Bellezza. Io vi posso dare tutto se venite al mio Cuore, e non in maniera umana, ma sovrumana, eterna, ineffabilmente dolce. Non vi dico che non conoscerete più il dolore. L’ho conosciuto Io che sono Dio. Ma vi dico: il dolore diverrà soave se sofferto sul mio Cuore.
Venite. Lasciate quello che muore, quello che vi fa male, Quello che vi vuole male. Venite a Chi vi ama, a Chi vi sa dare le cose che non nuocciono e non muoiono. Aiutatemi, con la vostra volontà. La voglio per agire. Non perché mi occorra, ma perché occorre a voi per meritare il Regno.
Venite. Aiutatemi a respingere l’Inferno nell’inferno e ad aprirvi il Cielo.»
1 torre di Babele, di cui si parla in Genesi 11, 1-9.