I quaderni del 1944

132. 9 luglio


Ieri sera1 volevo fare l’Ora della Desolata come tutte le settimane. Venerdì sera non avevo potuto farla per la crisi gravissima e subitanea di cuore che mi aveva atterrata. Ieri sera mi ci misi con fervore. Ma i dettati sono al sicuro e perciò dovevo fare da me.

Riuscii bene per la prima parte: Maria nel Sepolcro. Ma poi, che fatica! Quel che volevo meditare contrastava con la luminosità e festività della visione mattinale. Ben volevo piangere con Maria desolata. Ma oltre le tre lugubri croci, che il mio spirito contemplava con Lei in cima al Calvario nel crepuscolo della sera, vedevo salire al Cielo, con la leggerezza fragrante di un grande fascio di candide rose portate dagli angeli a Dio, la Mamma addormentata e beata. E lacrime e sangue erano annullate da sorrisi e candore di petali…

Proprio! Mi pareva un cumulo di petali di rose sfogliate, una nuvola di petali di rose che salisse al Cielo.

E non riuscii a seguire la meditazione. La Mamma, che mi vede troppo addolorata, non ha voluto altre lacrime da me. Lei è buona!… Mi sono assopita nel contrasto fra il mio volere meditare il suo dolore e il suo voler farmi contemplare la sua gioia.



1 Ieri sera, cioè sabato 8 luglio. Nel mettere la data odierna (9 luglio) scrive erroneamente 9-8 invece di 9-7. La visione mattinale, cui accenna più sotto, è quella dell’Assunzione, avuta il giorno prima (sabato 8 luglio).