I quaderni del 1944
133. 11 luglio
Ieri giorno di grande festa. È venuto P. Migliorini. Gesù ha ben visto che non potevo più andare avanti senza Cireneo!1 Ne sia benedetto!
Stamane confessione e comunione ben fatte2. Le calcolo come viatico se avessi a morire prima di rivedere il Padre. La Comunione mi diventa solenne per la presenza visibile di Gesù, bianco vestito a fianco del Padre, e nel ringraziamento mi appare anche Maria, bianco-vestita, che segue con un sorriso e a mani giunte il mio ringraziamento. È ben diverso tutto ciò dal sapore di cenere e dalla tinta di cenere delle altre volte!
Tu lo vedi, Gesù, mio Signore! È proprio di questo che ha bisogno la tua povera Maria.
I dolori sono fortissimi e generali, oggi in cui risento la fatica dell’esser stata mossa ieri per rifare il letto e quella dell’emozione e del molto parlare che ho fatto poi. Il tempo brutto fa dolere più che mai le vertebre e il cielo bigio è melanconico. L’esilio dura come prima. Il pericolo è sempre incombente. Le nostalgie sempre vive. Ma Tu lo vedi. Io oggi sono forte e, se non felice, almeno serena. In pace.
Dunque Gesù affrettati a rendermi al mio ambiente salutare, vitale più ancora all’anima mia che al mio corpo.
1 Cireneo, l’uomo di Cirene che aiutò Gesù a portare la croce, ricordato in Matteo 27, 32; Marco 15, 21; Luca 23, 26.
2 ben fatte, come nella Nota mia in data 24 giugno, dove ancora una volta lamenta la propria condizione di sfollata.