I quaderni del 1944
197. 3 novembre
[Precede il capitolo 60 dell’opera L’EVANGELO]
Dice poi Gesù a me, per me:
«Il saluto che ti piace tanto, il mio saluto: “La pace sia con te”, lo devi usare come unico saluto con tutti. Fosse anche il mio Vicario, tu saluta come Io ho salutato ed ho insegnato a salutare.
La Pace non è lo stesso Dio? La pace, che riconosciamo come la più bella delle cose, non è forse lodare lo stesso Dio lodandola?
Perciò di’: “La pace sia con te”. Né “lei”, né “voi”: te. Come Io dicevo. E quando mai ti avvenisse di dover entrare in una casa, di’: “La pace sia a questa casa”. Non vi è saluto più ampio, più dolce, più santo, più memore di Me, di questo.
Addio. La pace sia con te.»
[Seguono, con date del 4, 5 e 6 novembre, i capitoli 61, 62 e 63 dell’opera L’EVANGELO]